8 giugno 2017
Reggio Emilia

QUALIFICARE LE CITTÀ, RIGENERARE LE PERIFERIE

CFP: 20
Il corso organizzato dalla Scuola di Governo del Territorio “Emilio Sereni” nel giugno 2017 riporta l'attenzione sul tema della qualificazione urbana, letta attraverso il parametro della rigenerazione delle periferie urbane. Si tratta di un tema su cui – anche a sproposito – si è sviluppato un dibattito che ha coinvolto i “media”, alla ricerca di slogan ad effetto che occorre tuttavia riempire di contenuti tecnici e politici, valutandoli alla luce delle dinamiche economiche e sociali che le città stanno attraversando. “Periferia” oggi non è un luogo geografico, ma è una situazione urbana diffusa a macchia di leopardo, legata a condizioni di degrado fisico, di marginalità sociale, di carenza di accessibilità e di servizi. Occorre dunque affrontare questo tema in modo interdisciplinare e in uno stretto legame fra tecnica della pianificazione e sviluppo di efficaci politiche urbane.  Per questo la Scuola di Governo del Territorio “Emilio Sereni” nella primavera 2017 intende caratterizzare il proprio corso attraverso un dialogo serrato fra progettisti, ricercatori e amministrazioni pubbliche – a tutti i livelli – in modo da ricercare e approfondire gli strumenti capaci di conseguire l'obbiettivo della riqualificazione delle città attraverso la rigenerazione delle aree della periferia. 
 
La Scuola di Governo del Territorio “Emilio Sereni” è da sempre attenta a queste tematiche che hanno percorso sottotraccia le edizioni passate; nel corso 2017 esse vengono tuttavia poste al centro dell'attenzione, sia pure declinate attraverso le diverse angolazioni progettuali (alle diverse scale) e gestionali. Con l'attenzione – come sempre – a far emergere e comparare esperienze svolte in questo campo. Il confronto è aperto ad affrontare i temi della pianificazione, generale e di settore, a riflettere sull'attualità degli strumenti della perequazione urbana, ad evidenziare le nuove politiche che alla scala nazionale e regionale stanno prendendo forma. Senza trascurare l'esigenza di assicurare qualità nella progettazione della “città pubblica”, degli spazi collettivi che della città rappresentano il cuore pulsante e l'anima relazionale. 
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