
Se non consumi, non esisti, sembra dirci lo spazio urbano ogni giorno: dalla sosta allo sport, fino alla natura, tutto sembra avere un prezzo. Sedersi all’ombra o giocare in un cortile sono ormai gesti rari nelle nostre città. È tempo di riscrivere una grammatica del possibile, definendo ciò che nello spazio pubblico deve tornare ad essere accessibile, gratuito e di tutti. Lo si può fare con una contronarrazione, attraverso il racconto di un’altra idea di città, fondata sul tempo liberato, sulla condivisione e sulle relazioni.
Ne parla l’autrice Elena Granata con Annalisa Rabitti, Assessora a Cura delle persone.
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L’appuntamento rientra nella rassegna Architetture di carta.

