Il 2025 si è concluso con la presentazione di “Risvegli in città. I mille passi lenti”, progetto nato dall’esperienza condivisa tra l’Ordine degli Architetti PPC di Reggio Emilia e la classe 3C della Scuola secondaria di primo grado M.E. Lepido. Un’attività che si è sviluppata nell’ambito della VII edizione di Abitare il Paese, intitolata La scuola oltre la scuola, proseguita durante tutto l’anno scolastico 2024/2025.
Gli elaborati prodotti sono stati presentati pubblicamente durante il convegno conclusivo della VII edizione di Abitare il Paese, esito di un lavoro che ha messo al centro la relazione tra scuola, territorio e comunità, riconoscendo nei ragazzi non semplici destinatari di processi educativi, ma cittadini già attivi e consapevoli. È quanto sottolineato dall’architetto reggiano Alessandro Ardenti durante la tavola rotonda: «questi ragazzi sono già oggi cittadini, cioè parte viva e attiva di una comunità educante». Un ruolo già dimostrato nel settembre precedente, con la partecipazione entusiasta della classe alla Placemaking Week Europe, esperienza ricordata dall’architetta e consigliera dell’Ordine Elisabetta Cavazza come momento significativo di apertura e confronto con pratiche urbane partecipative a scala europea.
Accompagnati dall’architetta e docente Giulia Irene Bertolini, gli studenti e le studentesse della 3C hanno preso parte al dibattito pubblico, portando direttamente la loro voce e la loro esperienza progettuale. Il progetto “Risvegli in città. I mille passi lenti” è stato presentato come racconto di uno sguardo giovane sulla città, capace di coglierne la dimensione emotiva, i dettagli quotidiani, le trasformazioni lente e continue che ne definiscono l’identità.



L’elaborato
Il lavoro si è tradotto in un tabellone di progetto che restituisce una riflessione sulla forma visiva della città, profondamente legata alle emozioni, agli affetti e ai transiti che la attraversano. Una successione di fasi, mappe e raccolte orientate alla trasformazione continua del “bello” urbano. La città emerge come organismo vivo, in cui la quiete non è necessariamente la condizione privilegiata per l’esperienza dello spazio, ma piuttosto uno dei tanti stati possibili.

Abitare il Paese. La cultura della domanda
L’esperienza di Reggio Emilia si inserisce nel progetto nazionale Abitare il Paese, promosso dal Consiglio Nazionale degli Architetti e realizzato in collaborazione con la Fondazione Reggio Children. Nato in occasione dell’VIII Congresso nazionale del 2018, Abitare il Paese ha l’obiettivo di portare nelle scuole la consapevolezza dell’architettura come bene collettivo e strumento fondamentale per la qualità della vita e degli spazi abitati.
Con il coinvolgimento di bambini e ragazzi dai 3 ai 18 anni, insieme a insegnanti, dirigenti scolastici, ordini territoriali, professionisti ed esperti, l’iniziativa promuove la costruzione di proposte concrete per immaginare e dare forma alla città del futuro, rafforzando il legame tra educazione, progetto e comunità locale.
Questi temi costituiscono la base anche dell’VIII edizione di Abitare il Paese 2025–2026, che prosegue il percorso avviato nelle edizioni precedenti, mantenendo il focus sulla rigenerazione urbana e sul rapporto tra scuola, territorio e comunità. In questo contesto, la scuola viene intesa sempre più come organismo dinamico e diffuso, capace di estendersi oltre i propri confini fisici e di attivare processi di trasformazione urbana e sociale attraverso pratiche partecipative e inclusive.
La giornata inaugurale dell’VIII edizione, svoltasi a Roma il 4 dicembre 2025, ha approfondito questi temi, ribadendo il ruolo dell’architettura come linguaggio condiviso e strumento di connessione tra spazi educativi, città e cittadini, in una visione che guarda alla prossimità, alla sostenibilità e alla cittadinanza attiva come elementi fondanti della città contemporanea.